Quando dopo il parto si faceva la quarantena

La Quarantena post parto…è venuta fuori parlandone con la capo ostetrica dell’Ospedale Santo Spirito di Casale, Cinzia Drusian. Mentre mi raccontava del suo gruppo ostetriche, ormai stabili e attive da anni in reparto, dei miglioramenti per le partorienti che potranno godere di maggiore riservatezza grazie a camere singole con bagno nuovo e una nuova disposizione tra ambulatori e area degenza, mi pronuncia questa parola QUARANTENA.

Oggi, mi diceva, le mamme hanno una gran voglia di correre a casa, tra le loro cose, nel proprio nido pensando che dopo il parto non ci sia posto migliore per riposare e prendersi cura del bambino.

Eppure spesso ci si accorge del peso del rientro già dopo poche ore. Si vedono solo più le cose che si ammucchiano, il disordine, i panni da lavare e stirare, le faccende in cucina da sbrigare, la spesa da fare, ciò che manca per il bambino.

Già la quarantena, oggi chiamata puerperio è quel periodo di confusione totale in cui comincia un nuovo cambiamento dopo il parto con in più un piccolo a cui pensare completamente.

Dovrebbe essere un periodo di riposo per prendersi cura del bambino e di sé stesse. Una volta si viveva in famiglie numerose, dove tra mamma, sorelle e zie c’era AIUTO, molto aiuto.

Oggi bisogna organizzarsi per tempo. Prima del momento del parto fate una lista di persone fidate tra parenti e amici a cui chiedere aiuto. Non solo il papà dovrà far fronte a nuovi compiti, ma tutti proprio tutti nel loro piccolo possono aiutare nei primi 40 giorni dal parto. Tanto più se in famiglia il nuovo arrivato, ha già un fratello o una sorella che desidera attenzioni.

Quando vengono a trovarvi, per favore, chiedete di portarvi un pasto pronto. Può essere anche una torta, una spesa fatta bene con frutta e verdura fresche, sughetti, un succulento arrosto con contorno.

Pensate anche a qualcuno che possa stirare e rassettare la casa.

Non circondatevi solo di gente che presentandosi con un pensiero per il piccolo, lo prendono in braccio e pretendono di vederlo sveglio….Usate la scusa – che tanto scusa non è – della QUARANTENA. E’ un termine meno dolce di Puerperio, ma secondo me più appropriato. Chi viene a fare visita, aiuta, dà una mano…perchè la mamma deve riposare.

E’ importante che il riposo venga al primo posto in questi 40 giorni: mamme non abbiate fretta di ricevere o andare a spasso! Ronfatevela tutte le volte che potete e coccolatevi il vostro piccolo.

Come mi ha detto Cinzia, il corpo della donna sperimenta una grandiosa trasformazione durante la gravidanza. Nel corso dei nove mesi si è lentamente adattato ad ospitare il bambino. Durante la quarantena le modificazioni sono fisiologicamente più veloci…quindi abbiate pazienza a ritornare come prima, soprattutto se c’è stato un cesareo.

Circondatevi di aiuti. Tenetevi a portata di mano anche il numero di telefono del Consultorio per parlare con l’ostetrica e sentire quando si può passare per un controllo per voi e qualche informazione e consiglio sull’allattamento. Chiedete, chiedete e non pensate mai di riuscire a fare tutto da sole e potervene poi vantare: è un grossissimo errore.

ELENCO CONSULTORI REGIONE PIEMONTE

Riprendetevi forza ed energia durante la degenza in ospedale, chiedete alle ostetriche che vi accompagnano in questa avventura e continuate a farvi aiutare anche una volta a casa. Il Consultorio esiste anche per il post parto, non solo per il corso pre parto. Solo così la quarantena può trasformarsi in dolce puerperio per godersi la magia di giorni che non torneranno più.


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