Imprevisto notturno: come comportarsi

Ritorniamo a trattare di nanna dei bambini e in particolare dell’enuresi notturna, cioè quando il bambino già di 5 o 6 anni fa la pipì a letto.

La Dottoressa Sabrina Marenco,Psicologa dello Sviluppo e dell’educazione, Consulente sul sonno dei bambini, dà qualche suggerimento.

Quando si verifica questo episodio cosa deve dire la mamma al bambino, come comportarsi?

Come per tutto ciò che riguarda i bambini, l’episodio va contestualizzato: sono da considerarsi l’ età del bambino, se si trova in casa sua nel suo letto o meno, il periodo di vita che sta vivendo, la salute del bambino, ogni quanto accade etc etc.. insomma, per dare una risposta soddisfacente è necessario considerare il singolo bambino.

Detto questo, in linea generale, e assumendo che il bambino abbia un buon controllo sfinterico e che sia in grado di avvisare quando deve fare pipì (o se ne ha l’età alzarsi e andare in bagno..) è bene non sottolineare troppo l’episodio o peggio problematizzarlo: probabilmente il bambino già di per sé si sente a disagio per questo e non è il caso di aggiungere sgridate e/o urli che rischierebbero solo di mortificare e rendere ancora di più difficile gestione il superamento del tutto. Al contrario, si può invece trattarlo come ciò che effettivamente è, ovvero qualcosa che può capitare! Non è necessario nutrire troppa preoccupazione, potrebbe trattarsi tranquillamente di un singolo episodio, risolvibile con un cambio delle lenzuola!

Diverso è se, poste le stesse condizioni di cui sopra, gli episodi dovessero ripetersi molto spesso o tutte le notti: a quel punto, se a livello di salute abbiamo l’ok del pediatra, possiamo iniziare a pensare possa essere una manifestazione di qualche emozione complessa che non riesce ad esprimere in altro modo (fosse anche “solo “ un cambio di casa, ad esempio). In questo caso, la gestione del momento è la medesima, ma su tempi più lunghi vale la pena indagare quale possa essere la causa, magari invitando il bambino al dialogo, se possibile, o all’osservazione.

Se ci sono fratelli che si accorgono del problema come parlarne anche a loro? O è meglio non parlarne?

Dipende da molti fattori tra cui come viene vissuta la cosa dal bambino e dai genitori, come viene eventualmente detto, magari anche dall’emozione che circola intorno al fatto, dall’età e dal rapporto dei fratelli: in un’ottica, però, di non problematizzazione, e di qualcosa che può accadere, se le condizioni lo permettono, non vedo perché no! Specie poi se se ne sono accorti! Il rischio di non parlarne, in quel caso, sarebbe di creare un mistero nei confronti di qualcosa che invece è nota o almeno sospettata, rendendolo terreno fertile per elaborazioni di diverso genere. Diciamo che il “termometro” viene dato dall’importanza che viene attribuita.

Ci dia un altro consiglio: questa volta riguarda i piccoli di 2 anni e poco più che tolgono il pannolino. Quando si capisce che si può togliere il pannolino anche durante le ore notturne?

Dopo il consiglio del pediatra e dopo aver consolidato o almeno ben avviato l’autonomia durante il giorno, si può gradatamente provare anche sulla notte, tenendo conto che, in questo caso, il numero di ore in cui il bambino è chiamato a gestirsi, sono molte di più rispetto al giorno. Quindi, come molte delle cose che riguardano i bambini, si va per tentativi e per piccoli passi, magari mantenendo le traversine impermeabili sul materasso, piuttosto che invitando il bambino a fare pipì prima di andare a letto (magari facendolo rientrare nel rito pre-nanna). Con tranquillità e pazienza, e senza farsi abbattere da eventuali scivoloni, si può fare!

Cellulare. 331 4688500 Mail. sabrinamarenco@virgilio.it

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