DTT: ecco come Casale ci perde la faccia

Come cittadina sono rimasta veramente stupita dalla candidatura di Casale come probabile sito per la realizzazione del DTT Divertor Tokamak Test facility per la fusione nucleare. Certo fusione non è fissione nucleare, ma sempre di nucleare si parla…

Al Consiglio Comunale Aperto alla Cittadinanza di giovedì 18 gennaio si è assistito ad uno spettacolo veramente “penoso” e “surreale”. Coloro che sbandierano Casale “Capitale del Monferrato” e candidano “Casale Capitale Italiana della Cultura”, promotori e fautori del Parco Eternot e di una bonifica dell’Amianto che è ancora in corso….coloro che sostengono Il Premio Luisa Minazzi per l’Ambiente e parlano di sostenibilità….ahimé sono coloro che senza coinvolgere e informare adeguatamente la cittadinanza vedono nella ricerca nucleare la svolta per la città.

DTT per la fusione nucleare è attività che comporta radiazioni e rifiuti tossici: per pochi che siano, ci saranno, è previsto. Non ci bastano i rifiuti tossici dell’Eternit che già non riusciamo a collocare e smaltire? Non ci bastano Saluggia e Trino qui vicino?

Dicono porterà lavoro…anche l’Eternit portava lavoro…possibile che non ci siano proprio altre possibilità per un territorio che sembrava aver preso la direzione del turismo e della sostenibilità? Dopo i disastri delle falde acquifere e dell’Eternit di cui stiamo ancora subendo le conseguenze, ritengo che con coerenza si DEBBA RINUNCIARE A SOLUZIONI DI QUESTO TIPO A PRIORI, per quanto possano essere animate da validissimi motivi. Siamo già abbastanza inquinati da non poter sopportare anche altri rifiuti radioattivo. Se proprio vogliamo fare “Ricerca”, facciamo in modo che Casale DIVENTI PROMOTRICE DI RICERCA SU FONTI DI ENERGIA PULITE E RINNOVALIBILI. QUESTO E’ IL FUTURO!

Si avvicina IL GIORNO DELLA MEMORIA. Il 27 gennaio il mio pensiero andrà anche alle vittime dei nostri recenti e dolorosi inquinamenti che riportano alle nostre responsabilità affinché non vengano commessi gli stessi TRAGICI ERRORI.

Dalla pag Facebook di Legambiente 

La decisione di ospitare nel territorio del Comune di Casale Monferrato l’impianto sperimentale DTT (Divertor Tokamak Test facility) ) per sperimentare la fusione nucleare proposto dall’ ENEA ci sembra una scelta profondamente sbagliata in quanto:

1. inadeguata rispetto alle risposte da dare in tempo utile ai cambiamenti climatici globali;

2. contraddittoria rispetto alle politiche energetiche che sono indirizzate all’uso delle fonti rinnovabili, pulite e diffuse;

3. pericolosa, essendo prevista la produzione di rifiuti radioattivi generati dalla attivazione neutronica, i quali , in caso di incidente, potrebbero riversarsi all’esterno;

4. inopportuna, poiché anche Casale, così come già Trino e Saluggia, diventerà deposito di rifiuti radioattivi.

Abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio comunale aperto per consentire a tutte le parti di avviare un confronto, finora assente, permettendo così ai cittadini di formarsi un’opinione per potersi esprimere, eventualmente anche con lo strumento del referendum, sulla condivisione o meno della scelta di ospitare tale impianto nel proprio territorio.

Legambiente Casale Monferrato, Legambiente del Vercellese, Legambiente Ovadese e Valle Stura, Legambiente Val Lemme, 
Comitato di Vigilanza sul Nucleare, Pro Natura Alessandria

16 thoughts on “DTT: ecco come Casale ci perde la faccia”

  1. Se vogliamo un futuro diverso, o semplicemente se vogliamo che ci sia un futuro, dobbiamo orientare le nostre scelte verso la sostenibilità, non verso mega-centrali così complesse che neppure si sa se potranno funzionare, e che, oltre a creare nuova radioattività, possono avere anche applicazioni di tipo militare.

    La fusione nucleare è già in funzione sul sole e arriva fino a noi nella giusta misura: utilizziamo quella, con le tecnologie che già esistono (pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici) ed affidiamo alla ricerca il compito di migliorarne il rendimento.

    1. beh, anche i pannelli solari hanno una applicazione militare. i piu’ efficenti vengono da sempre usati su satelliti militari.

      quanto trovare applicazioni ad una centrale a fusione è abbastanza implausibile. anzi, potrebbe essere un modo per smaltire trizio e deuterio delle bombe H.

      e le ricadute della ricerca di punta sulla vita normale sono immense.
      un progetto altrettanto sofisticato come l’LHC ha portato alla scoperta di nuovi superconduttori, l’invenzione della pet in campo medico, la capacità di analizzare immensi dati in millesimi di secondo (big data) solo per citarne alcuni.

      e la ricerca sia privata che statale è già molto focalizzata sull’ottimizzazione, concentrarsi solo su una singola risorsa è errata. oltre al fatto che il solare dei pannelli da solo (o anche coadiuvato da centrali eoliche) resterà intrinsecamente dipendente alla variabilità meteo.

      sulla realizzabilità (e soprattutto efficienza) si sta appunto indagando, e se divenisse realizzabile, la sostenibilità di una centrale a fusione ci sarebbe.

  2. Mi auguro che lei (scrittrice dell’articolo) oltre all’autoproclamato diritto ad honorem di “cittadina indignata” abbia una laurea o una conoscenza almeno da scuola superiore sull’argomento, prima di diffondere deliberatamente disinformazione, spacciando la propria (sbagliata) opinione come la realtà. Mi spiega come pensa di soddisfare il fabbisogno energetico mondiale fra qualche decennio solamente con le fonti rinnovabili?

      1. Purtroppo però servono punti di partenza per l’energia del futuro e la fusione nucleare potrebbe benissimo essere uno di questi. Le fonti di energia rinnovabili non sono e non saranno mai sufficienti per il fabbisogno crescente mondiale, insieme al petrolio e ai derivati del carbone che finiranno.
        Invito poi ad informarsi su fonti attendibili degli eventuali rischi e sulle eventuali scorie. Ovviamente il “rischio zero” non esiste, ma come non esiste per qualsiasi altra cosa. Inoltre circa il 14% del fabbisogno energetico italiano viene importato da nazioni come la Francia, che fanno del nucleare il loro punto di forza. Penso sia inutile far fare il “lavoro sporco” agli altri, fingendo di mantenerci su un piano superiore. Se il centro non aprirà a casale, aprirà da un’altra parte e in altre parti del mondo. La ricerca non si fermerà, ma Casale perderà solamente l’occasione di essere una delle città (mondialmente parlando) all’avanguardia della ricerca.

        1. Personalmente preferisco fare rinunce (cioè limitare il consumo energetico)che far entrare altro inquinamento a Casale e zone limitrofe. Siamo già decisamente oltre la soglia da queste parti…visto anche i precedenti (e ce ne sono parecchi) IO STO CON IL RISCHIO ZERO per quanto riguarda l’ambiente, perchè ESISTE ED E’ FATTIBILE per la nostra zona, anzi le darebbe più lustro anche esternamente

          1. Che lei faccia rinunce mi fa piacere, il problema sarebbe diffondere questa mentalità a tutti. Il rischio zero viene meno esattamente il momento in cui qualcuno utilizza l’automobile o accende la stufa, rilasciando nell’ambiente sostanze dannose al corpo umano e quindi aumentando esponenzialmente la probabilità di ammalarsi di malattie connesse all’inquinamento. Paradossalmente (seguendo il suo pensiero), attraverso la fusione nucleare si avrebbe energia pulita e SENZA scorie di lunga durata, diminuendo drasticamente l’impatto ambientale che difende con tanta stregua.

            Fonte: https://www.google.it/amp/s/www.focus.it/amp/scienza/energia/energia-nucleare-stellarator-buoni-risultati-per-la-fusione-tedesca.htm

          2. Legambiente ahimé ne parla diversamente…ci sono scorie radioattive che andrebbero stoccate e radiazioni da contenere dietro a un muro spesso due metri…il Monferrato vuole essere altro…

  3. Lo stoccaggio delle scorie radioattive, nel caso ci fossero, non presenta comunque un problema nel 2018. Le ricordo che ogni ospedale ha a che fare con sostanze radioattive e il successivo stoccaggio dei rifiuti. Anche i raggi x sono radiazioni, basta esserne schermati che il problema si risolve da solo. Il fatto che la fusione nucleare sia o meno pulita non è opinabile, è un fatto scientifico. La invito ad informarsi anche su altri siti, come La Repubblica che sicuramente vedono il fatto in modo più oggettivo e meno di parte di Legambiente. Onestamente non vedo miglior occasione per il Monferrato di riscattarsi da anni di bonifiche sull’amianto: ricerca su una fonte di energia praticamente inesauribile e pulita.

    1. appunto visto tutte queste fonti di inquinamento già presenti e non ha citato le peggiori ma che ahimè tutti sappiamo NON E’ IL CASO DI AGGIUNGERNE UN’ALTRA…scusi ma non riesco a cambiare opinione…pprezzo i suoi sforzi però

    1. Si tratta di ricerca, quindi non si sa se si arriverà all’obiettivo. Il bello è che se si raggiungesse comunque il nostro territorio non ne beneficerebbe perchè la produzione verrebbe spostata altrove, in Francia. Troppe poche certezze, per rischi che non si vogliono più correre. Purtroppo noi esseri umani non sappiamo imparare dalla storia e questo vale in tutti i campi.

      1. E se viene spostata altrove di chi è la colpa, se non di chi è contro al nucleare a priori? I referendum ci sono stati e ci saranno, sta a noi scegliere da che parte stare. L’unico insegnamento che possiamo trarre dalla storia è quello che la nostra principale fonte di sostentamento energetico sta per finire, ma non abbiamo ancora nessuna valida alternativa. La ricerca presenta sempre più interrogativi che certezze, ma senza rischiare saremmo ancora al Medioevo.

        1. C’è rischio e rischio ed è assurdo che dopo 25 anni di ricerca e sperimentazioni di cui non conosciamo gli esiti, se fossero positivi gli esiti non ne potremmo neanche beneficiare perchè verrebbe tutto trasferito…ASSURDO MA CHI CE LO FA FARE!?? Monferrato verde e pulito e c’è tanto da pulire ancora di tutte le porcherie fatte prima

  4. Non so quale sia la sua istruzione riguardo all’argomento, ma forse se fosse più approfondita capirebbe da sola l’inconsistenza logica di fondo del suo discorso. Le ricordo che il centro di casale sarebbe un centro di ricerca e non una centrale vera e propria. I rischi che lei (implicitamente) considera altissimi non sono tali e in ogni caso sarebbero necessari. Parla di un Monferrato verde e pulito, ma dove lo vede? Non mi sembra che siamo sostenuti solamente da fonti rinnovabili. Il punto che lei non coglie è che la fusione nucleare, una volta attiva, renderebbe non solo Casale, ma tutto il mondo più pulito, andando a sostituire le fonti fossili di cui non sembra preoccuparsi per le ricadute sulla salute. Vuole demonizzare il nucleare a priori? Benissimo, trovi all’umanità una fonte di energia valida che sostituisca quelle in esaurimento. Se non ha una risposta ci pensi due volte prima di pubblicare articoli allarmistici atti a persuadere parte della popolazione con istruzione insufficiente e mancanza di voglia di informarsi da sè.

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