Bambini al tempo del Covid

In tutta questa situazione generata dall’emergenza Covid, quelli che apparentemente sono rimasti alla loro routine quotidiana sono i bambini che continuano ad andare a scuola. Apparentemente…

La mamma di Matteo, 9 anni, figlio unico racconta che si sente tranquilla del comportamento che suo figlio tiene fuori casa perchè fin da subito ha messo in chiaro i rischi che si correvano.

Le regole da seguire sono quindi importanti e Matteo l’ha presa talmente alla lettera da redigere per ciascun membro della famiglia un vademecum con le regole da rispettare: non solo per lui, ma anche per la mamma e il papà.

Rimane però difficile e triste per Matteo elaborare un lutto in famiglia anche se non legato al Covid. Anche se si tratta di un parente lontano e non così presente nella sua vita, anche a distanza di settimane, il bambino non si sente tranquillo soprattutto la notte e più volte ha manifestato questi suoi timori.

Ha i periodi che magari chiede 1000 volte il bacio della buonanotte o che vuole che gli tieni un po la mano prima che si addormenti

A SCUOLA

Non è stato un problema convincere Matteo a tenere la mascherina sempre in classe oppure osservare il distanziamento richiesto.

Tutte le mattine si alza e si misura la febbre da solo e compila il foglio per la scuola dell’avvenuta misurazione. Controlla sempre di avere 2 mascherine di riserva nello zaino. Periodicamente porta a casa da scuola libri e quaderni che tiene a scuola da igienizzare e a volte racconta che se trova il banco sporco chiede alla maestra di chiamare la bidella per pulire. A volte prende il suo igienizzante e un fazzoletto di carta e se lo pulisce da solo.

A CASA

Una cosa che manca molto a Matteo è il pomeriggio alla settimana che la mamma organizzava con un compagno o una compagna di classe per fare i compiti, merenda e giochi insieme. Su questo insiste a volte ancora, ma la mamma, comprensibilmente prudente, ha messo uno stop a tutte le visite.

Non solo per quanto stabilito dal DPCM, ma perchè ha notato come i maschi siano molto fisici nel rapporto tra di loro (spintoni, pizzicotti…) e questo costituisce un rischio. Molti hanno fratellini che vanno all’asilo dove si frequenta senza mascherina, visto che sono piccolissimi o genitori che sono fuori per lavoro.

Si cresce un po’ tra ansie e dubbi. Mancano le gitarelle che si organizzavano nel weekend tra Musei e mete turistiche nei dintorni.
Nel fine settimana, abitando in campagna, si fa una bella passeggiata tra le vigne e i giochi con il papà.

La mamma ascolta le ansie di Matteo, lo coccola, prepara lavoretti da fare che sa che possono piacergli e gratificarlo. Anche lei cerca su Pinterest e Google, ma guarda molto i contenuti speciali (approfondimenti, esperimenti, attività) dei libri di testo scolastici che trova on line.

I NONNI

Il rapporto con i nonni è a distanza di sicurezza, sempre all’aperto: si salutano e scambiano due parole, sorrisi, ma niente di più. Il Natale quest’anno, anche se i nonni paterni abitano vicino a Matteo, probabilmente sarà diverso.

Purtroppo anche se ancora piccolo i genitori hanno preferito dirgli tutta la verità anche perché tra tv e quello che sente fuori casa sarebbe stato peggio. Se ci sono così dubbi o problemi, il bambino sa che ne può parlare tranquillamente in casa per trovare una soluzione.

Si aspetta con un po’ di ansia, ma fiduciosi che tutto tornerà come prima.

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