Le meraviglie di Castell’Alfero

Castell’Alfero, adagiato su un colle all’imbocco della Valle Versa, a nord di Asti, è circondato da una ricca e splendida campagna. Piacevole centro storico, con le porte d’accesso al ricetto, le mura medievali e Il Castello (antica struttura fortificata databile intorno alla fine del ‘200). Bellissimo affaccio sulle colline del Monferrato dalla piazza antistante il Castello.

IL CASTELLO DEI CONTI AMICO

 Il Castello dei Conti Amico ha maestosi saloni: quello Verde, pieno di grazia ed eleganza e quello Rosso, antico locale di rappresentanza. Ospita il Museo l’Ciar dove troverete una vasta raccolta di testimonianze del XIX° – XX° secolo, con migliaia di oggetti che riportano indietro nel tempo, con contadinerie, giocattoli ed attrezzi vari. Si trova nei sotterranei del Castello, un tuffo in una vita contadina che comincia sempre più a far sentire nostalgia. Perchè si chiama così? ’L ciär”: così veniva chiamato ogni tipo di lume, tradotto in italiano significa “il chiaro” ovvero “la luce”. Aperture del Museo

Castell’Alfero è noto per aver dato i natali a Giovan Battista De Rolandis ideatore del Tricolore della Bandiera Italiana (vedi sotto con la Big Bench), ed a Gianduja, la maschera carnevalesca simbolo del Piemonte.

BIG BENCH

Alla Big Bench ci si arriva a piedi facendo una passeggiata in campagna non troppo impegnativa di circa 30 minuti. Si trova in Regione Valle. Dalla panchina gigante si potrà godere un’interessante vista panoramica sul Castello dei Conti Amico, sulla Valle Versa e sulle dolci colline del Basso Monferrato. 
I colori della NUOVA BIG BENCH sono ovviamente quelli del TRICOLORE.
Seduta BIANCA, TELAIO IN ACCIAIO ROSSO… scaletta VERDE a memoria del De Rolandis, il castellalferese che insieme al bolognese Zamboni, è padre della nostra bandiera.
Il rosso e il bianco sono i colori di Asti e Bologna mentre il verde rappresenta la speranza, la speranza di questi primissimi patrioti del Risorgimento Italiano, morti nel 1796. Castell’Alfero non lo ha dimenticato.

IL ROSETO DELLA SORPRESA

Una chicca da non perdere è il ROSETO DELLA SORPRESA a 20 minuti dal piazzale del Castello.

Il Roseto della Sorpresa è un posto speciale: si snoda intorno alla casa di campagna Sorpresa d’epoca napoleonica. Un giardino di 14.000 mq su un versante di collina, affacciato sulla Valle Versa e riposto in antichi terrazzamenti creati per la viticoltura.

Nel giro di più di 30 anni è diventato dimora di una collezione botanica di rose particolari e rilevanti non solo per l’Italia, ma anche sullo scenario europeo. Galliche, damascene, centifolie difficili da reperire, il tutto protetto da faggi, quercie, fanfarini e altre specie d’alberi e arbusti. 500 varietà…
Il prof Piero Amerio – fautore instancabile del roseto e professore emerito di psicologia sociale all’Università di Torino – insieme all’Associazione Amici del Roseto della Sorpresa ha riscontrato vita, protezione, ricerca, stimoli, partecipazione in un luogo meraviglioso che ha mantenuto comunque volutamente un po’ l’aspetto selvatico.

Anche per chi non aveva mai conosciuto quest’angolo di Monferrato, è piacevole sentirsi partecipe di un contesto ampio e storicizzato.

Le prossime aperture: il 15 maggio Festa delle Rose, apertura ad ingresso libero, orario dalle 15.
Poi il 29 maggio, visita su appuntamento, dalle 15 alle 18.

La visita è gratuita. Per chi vorrà, si potrà fare un’offerta per l’associazione che gestisce il Roseto.

Per le aperture e altre info www.rosetodellasorpresa.com

cell 338 142 6301


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