Shoah: Erano tutti figli miei

Una storia ambientata a Casale Monferrato realmente accaduta, nomi e personaggi veri come veri sono i sentimenti di coraggio e amore verso il prossimo.

Ho saputo di questa storia cercando notizie per un lavoro di gruppo sulla Shoah.
Ma la storia era troppo ricca di avvenimenti ai miei occhi per metterla in una antologia, ci voleva un libro intero… Per saperne di più sono andata alla Sinagoga di Casale e li ho conosciuto Betti Masera (che ringrazio nella postfazione). Lei mi ha informata su altri dettagli e mi ha messa in contatto con la figlia di Giuseppina Gusmano, Dirce, ottantenne ma ben forte di memoria. Il resto è stato lavoro di scrittura. Non difficile, devo dire
.

Mi è bastato immedesimarmi in una di quelle famiglie ebree che avevano affidato i figli a Gioconda Carmi… e nello sguardo puro di una ragazzina come Dirce, capace di obbedire alla mamma e conservare un segreto così importante.” così spiega Anna Lavatelli, l’autrice del libro.

Settembre 1943. Le Waffen SS e la Wehrmacht arrivano a Casale Monferrato. Stabiliscono il loro quartier generale a pochi metri dalla Sinagoga dove, qualche mese prima, aveva trovato rifugio un gruppo di bambini ebrei dai sette ai quindici anni già costretto, l’anno precedente, a fuggire dall’orfanotrofio ebraico di Torino a causa dei bombardamenti sulla città.
Giuseppina Gusmano è la domestica della comunità israelitica, non è ebrea e si offre generosamente di ospitare i bambini nella sua povera casa. Trova l’aiuto del marito e sorprendentemente convince i vicini a non denunciarla.
Il pericolo di essere scoperti e finire tragicamente è altissimo.

Giuseppina sa di rischiare la vita, ma non ha dubbi, a lei importa solo salvare quei bambini innocenti. Li sente come figli suoi e come tali li custodisce, li nutre, li consola.

Alla fine ognuno di loro andrà via con i veri parenti verso il proprio destino. Emanuele, l’amico più caro di Dirce, la figlia di Giuseppina, diventerà uno degli esponenti più importanti della comunità ebraica italiana.

Il romanzo è basato su fatti realmente accaduti. La storia di Giuseppina merita di essere ricordata, parla al nostro tempo e ci ricorda che la protezione verso i più piccoli o i più deboli dovrebbe essere naturale nell’essere umano. Per lei è stato così. Lettura adatta dai 9 anni.

Leggi di più e non perderti il libro.

Ascolta e vedi l’intervista a Dirce Gusmano, realizzata da Guido Viale Marchino in collaborazione con Max Biglia

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