Psicomotricità: attività per tutti i bambini

La psicomotricità o meglio la TERAPIA DELLA NEURO E PSICOMOTRICITA’ DELL’ ETA’ EVOLUTIVA è un’attività relativamente giovane se la pensiamo per bambini che non hanno disturbi o patologie.

martina

Cos’è la psicomotricità?

Il Terapista neuro-psicomotorio svolge interventi diretti alla prevenzione, alla valutazione e alla riabilitazione dei bambini, in piena fase evolutiva, concentrandosi sia su bambini che hanno seguito uno sviluppo “tipico” sia su minori con diversi tipi di patologie.


Quindi è di fondamentale importanza avere un sostegno Neuro psicomotorio anche in assenza di problematiche conclamate! La pratica psicomotoria nella fascia d’età 3-5 anni è un utile strumento in ambito preventivo in quanto favorisce uno sviluppo armonico del bambino fornendogli esperienze utili per aiutarlo nel creare un legame positivo tra le sue componenti emotiva, fisica e psichica: offre strategie di screening precoce, rilevando le difficoltà di quei bambini che, pur non necessitando di certificazione, abbiano però bisogno di interventi specialistici.

La prevenzione viene attuata tramite progetti specifici in scuole dell’infanzia, incontri informativi gratuiti, progetti famiglia e altro. Il Terapista, infatti, può attivare progetti specifici per le famiglie con la finalità di informare, sostenere, guidare e aiutare i genitori durante il percorso di crescita del figlio, ottenendo così un maggior benessere dei figli e della famiglia stessa.

psicomotricitàA che età è consigliabile fare psicomotricità?

La psicomotricità è un’attività adatta a bambini di ogni età, da 6 mesi in avanti; a seconda della fascia d’età verranno adeguate le proposte ludiche

Perché la psicomotricità è importante per un bambino che apparentemente non ha problemi..

L’educazione psicomotoria può offrire una risorsa utile per:

• Sostenere una visione positiva del bambino come bambino competente, creativo, in grado di partecipare al proprio percorso di crescita;

• Fornire ai bambini uno spazio di espressione, comunicazione e benessere relazionale dove venga valorizzato il gioco e la sua funzione evolutiva;

• Favorire una pedagogia dell’ascolto e dell’accoglienza della dimensione corporea all’interno della realtà scolastica ed educativa;

• Fornire uno spazio che sostenga lo sviluppo dell’identità di ogni bambino;

• Sviluppare l’osservazione sui singoli bambini fornendo uno screening precoce per l’individuazione di situazioni di deficit e/o di disagio.

Perché e come fa ad aiutare i bambini con problematiche relazionali o motorie

L’approccio della neuropsicomotricità coinvolge il bambino nella sua globalità, e l’obiettivo primario è la promozione di uno sviluppo equilibrato e armonico del bambino, dalla prima infanzia all’adolescenza.

Il gioco del bambino coinvolge tutti i suoi aspetti evolutivi e ci offre una immagine chiara del suo essere psichico, fisico, relazionale ed emotivo: è lo strumento utilizzato dal TNPEE per stimolare a valutare ogni bambino in ambito sia preventivo che terapeutico.

L’obiettivo principale dell’attività ludica deve essere quello di favorire e liberare nel modo più ampio possibile l’espressività globale del bambino, fornendogli uno spazio privilegiato in cui poter giocare liberamente:nel gioco libero, infatti, il bambino va direttamente al fondo di quelle che sono le sue motivazioni interne coinvolgendo tutti gli aspetti del suo sviluppo affettivo, cognitivo e motorio, che risultano quindi strettamente interdipendenti tra loro.

Dobbiamo sostenere l’azione del bambino, accompagnarla trasformando gli spazi e le situazioni, dando significato alle tracce lasciate dal bambino e aiutandolo a prenderne consapevolezza: bisogna far emergere le sue risorse autentiche.

Le attività di gioco sia motorie che non vanno a stimolare l’evoluzione delle capacità motorie (sia fini che grossolane) e cognitive (attenzione, memoria, ecc) e a rinforzare i legami e ad aumentare le modalità comunicative, stimolando la  capacità di relazionarsi con l’altro, aiutando l’accettazione (positiva) di regole e l’esistenza dei “no” e della frustrazione.

Tutto ciò aiuta a prevenire successive problematiche quali: disattenzione, non accettazione delle regole, goffaggine, cattiva consapevolezza dello schema corporeo, ecc.

Dott.ssa Martina Verdese

Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva CELLULARE: 340.3536210 E-MAIL: verdese.martina@yahoo.com