La dieta della Neomamma

Non si parla che di cibo…la prima preoccupazione per una donna in gravidanza è proprio cosa non può mangiare…ma cosa in realtà non deve assolutamente mancare dall’alimentazione della neomamma? 

Un’alimentazione equilibrata e varia rappresenta uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gestazione. La nutrizione materna ha infatti un ruolo di primo piano sia sul corso che sull’esito della gravidanza. Ecco perché è importante prestare attenzione a ciò che si mangia, senza naturalmente creare inutili ossessioni.

pregnantDobbiamo pensare che tutto ciò che la mamma ingerisce, attraverso il cibo, arriva direttamente al bambino sotto forma di nutrienti (amminoacidi, acidi grassi, zuccheri, vitamine, minerali, …), fornendogli tutto ciò che gli serve per crescere.

Un alimento che non dovrebbe mancare nell’alimentazione della neomamma è il pesce azzurro del nostro Mar Mediterraneo (sardine, alici, sgombro, … ) in quanto ricco di omega 3, acidi grassi definiti “essenziali” in quanto il nostro corpo non è in grado di produrli e che sono indispensabili per la formazione del sistema nervoso del nascituro.

Per soddisfare le esigenze della sintesi dei tessuti materni e feto-placentari è necessario incrementare il consumo proteico giornaliero di 6 g rispetto al consumo abituale consigliato dai LARN, puntando ovviamente sulla qualità delle materie prime. Ulteriori incrementi non apportano nessun vantaggio, anzi possono essere dannosi al feto. In pratica, si può introdurre uno spuntino a base di frutta secca (noci, mandorle, anacardi …) – ovviamente non tostata e non salata!

Altri elementi indispensabili per la crescita del feto e la salute della mamma sono: l’acido folico, che si trova in verdure a foglia verde e arance; il ferro, in carni e legumi, mandorle, tahin e erbe aromatiche; il calcio, che si può assimilare attraverso verdure, frutta secca e acqua calcica; e la vitamina D, contenuta in uova, salmone e latte.

Come mai arrivano per alcune le voglie e per altre il vomito? E’ questione di fortuna 😉 o altro?

Nei primi tre mesi di gravidanza il corpo di ogni donna è soggetto a grandi cambiamenti (ormonali, fisici, psicologici) e questo fa si che il fisico reagisca in modo diverso per adattarsi.La nausea è forse il disturbo più noto, mangiare qualcosa di asciutto e salato può aiutare ad attenuarla. Le voglie, invece, sono la risposta all’esigenza del nostro corpo di certi nutrienti. In parole povere, se dovessimo avere bisogno di vitamina C è possibile che ci venga “voglia” di fragole, così come se dovessimo andare incontro ad una carenza di zuccheri avremo “voglia” di mangiare qualcosa ricco di questo nutriente (dolci, pane, pasta, …).

Ogni quanto tempo la mamma deve pesarsi per il controllo?

Tutte le donne in gravidanza vanno incontro ad un aumento ponderale, dapprima modesto e in seguito molto più evidente. Entro certi limiti tale aumento di peso va considerato fisiologico, nonché essenziale per lo sviluppo del feto e il successivo allattamento. Nel primo trimestre non dovrebbero esserci modificazione, nel secondo trimestre interessa maggiormente il compartimento materno (utero, mammelle, volume plasmatico, tessuto adiposo) e nel terzo trimestre è maggiormente interessato l’accrescimento della placenta e del feto. Non esiste un valore assoluto ottimale di incremento ponderale uguale per tutte le donne incinte, al contrario esso deve essere calcolato sulla base dello stato nutrizionale materno pre-gravidico.

Le variazioni infatti dipendono da diversi fattori, alcuni non modificabili (altezza della madre, genetica, peso del nascituro) e atri invece strettamente dipendenti dal comportamento della madre (introito calorico giornaliero, abitudine al fumo, sedentarietà).Monitorare il peso e lo stato nutrizionale delle neomamme mese per mese permette di garantire il raggiungimento di un peso auspicabile per un buon esito della gravidanza.mangia

Veniamo al momento dell’allattamento: come deve essere bilanciata la dieta della mamma?

Così come per la gravidanza, anche per il periodo dell’allattamento non esiste una dieta standard da adottare, ma possiamo far riferimento ad un concetto di sana alimentazione che, se non si era considerato fino a questo momento, è certamente ora di valutare.

A questo proposito è interessante prendere in considerazione “il piatto della salute” elaborato dall’Harvard School che mostra come devono essere composti i pasti principali della giornata: colazione, pranzo e cena, a cui è bene aggiungere delle personalizzazioni in basi alle esigenze di ogni mamma! Ma di questo parlerò meglio durante l’incontro del 30 novembre.

Quali verdure è meglio evitare?

Le verdure da evitare sono quelle che potrebbero dare un gusto non gradevole al latte materno, ma io porrei l’attenzione sugli alimenti processati e manipolati ricchi di conservanti, coloranti e altre sostanze per niente sane per il nostro piccolo!

Un’altra richiesta che mi viene sovente sottoposta, sia in ambulatorio che durante gli incontri, dalle mamme che Talpodall’allattamento stanno passando allo svezzamento, è quella di come mettere in pratica i consigli nutrizionali, per questo ho voluto organizzare anche un minicorso sullo svezzamento naturale, in cui poter dare suggerimenti pratici e ricette sane per scoprire insieme ai propri piccoli i cibi solidi attraverso prodotti e metodi naturali.
Ulteriori informazioni si potranno avere sul sito www.dietistatalpo.it.

Giorgiana Talpo – dietista   www.dietistatalpo.it   Cell. 345 9208361     Via Montegrappa 2, Alessandria

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